24/04/2009
5 x 1000
Fare del male ad un bambino è la cosa più odiosa di questo mondo.
Davide sta tirando fuori un carattere vispo. Non fa in tempo a guardare una cosa che subito la vuole afferrare, osservare e poi... buttarla via, solo dopo ti guarda con la usa aria meravigliata e ti fa: "ohhhh!!!". A volte mozzica, picchia... tira i capelli, a volte non vuole dormire, si arrampica sulle sponde del lettino e "pretende" di essere preso. Poi si arrampica di nuovo, si gira, scappa prende GUGU (il ciuccio) e cerca di incastrarlo nella testiera del nostro letto. E' un lavoraccio che alla fine della giornata ti fa arrivare stanco...ti guardi allo specchio e vedi uno straccio... ma...
... ma che bello osservare i suoi occhi curiosi, le sue manine che ti afferrano e giocano con te, i suoi dentini che da arma letale diventano il sorriso più bello del mondo e le sue braccia che ti stringono forte forte, che bello guardarlo dormire beato nelle sue posizioni più strane e accorgerti che alcune di quelle, in fondo, sono le tue stesse posizioni, che bello vederlo svegliarsi con te la mattina e ancora sonnacchioso cercare il tuo petto per farne il suo cuscino.
Davide è un bimbo felice... ma quanti altri bambini vivono una realtà diversa? fatta di violenza, di soprusi senza l'affetto dei genitori.
E' il momento di destinare il 5x1000 dell'IRPEF. Quest'anno io firmo per una associazione di Torvjanica - Roma e invito voi tutti a fare altretanto. Non vi do gli estremi ma vi invito a guardare il loro sito, a valutare, informarvi e poi decidere:
Ah dimenticavo... chi volesse conoscermi dal vivo cercatemi nelle giornate del 24 e 25 Aprile in piazza a Torvajanica. Sarò con la mia famiglia e potrete conoscere Davide.
10:38
Scritto da: car1968
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10/04/2009
Quella piccola bara bianca...
Fa male nel cuore... è più doloroso del dolore più forte mai provato, è più spaventoso della paura mai vissuta, ti piega le ginocchia ti sconvolge l'anima e cerchi Dio con rabbia e poi con disperazione e poi con fede e infine con speranza. Io lunedì scorso non ce l'ho fatta... sono dovuto scappare a casa ad abbracciare Davide per esorcizzare quella paura che si è impadronita di me quando le notizie sul terremoto de L'Aquila si sono insinuate in una giornata di lavoro come le altre. No io non ho sentito la scossa di terremoto, non ho respirato polvere, non ho dormito all'aperto contando le repliche e sperando di essere in un posto sicuro... almeno non adesso. Adesso ho gli occhi di un bimbo di 12 anni... un bimbo che corre scalzo su vetri, calcinalci e si chiede dove è la strada mentre la paura gli ha portato via tutto anche la forza di piangere.. ho gli occhi di un bimbo dell'Irpinia degli anni '80 e niente, da allora, è cambiato... solo i nomi dei morti sono diversi.
A L'Aquila ci sono stato spesso, e nel mio cuore rimarrà sempre una foto che ho scattato dalla sala ristorante dell'Hotel Duca degli Abruzzi... si proprio quello che si è accartocciato su se stesso. Le passeggiate lungo quei vicoli e la sensazione di vivere in un'altra epoca e ora... solo un dubbio. Perchè? che senso ha curare l'estetica del centro storico di una città quando questo si può trasformare in una trappola mortale? che senso ha? non era meglio buttare giù tutto prima del terremoto? e quante città hanno un centro storico come quello de L'Aquila? e a chi toccherà dopo?
Ma oggi non è tempo per le domande tantomeno per le risposte. Oggi è solo il tempo di rimanere in silenzio, con la mente verso chi non c'è più e in modo ancora più forte ai piccoli innocenti come Antonio... e l'ultima sua immagine... la sua bara lunga meno di mezzo metro... sopra quella della mamma.
Ciao piccolo Antonio... ciao da un altro papà.
14:44
Scritto da: car1968
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